IL RICHIAMO DELLE POLTRONE
Dalla pagina ufficiale, su una nota rete sociale, di Marco Ferrando – portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori – veniamo a conoscenza, lunedì sedici settembre, del fatto che Rifondazione Comunista si appresta a cambiare definitivamente pelle.
Qui nessuno ha mai nutrito speranze sul fatto che il su detto partito politico fosse qualcosa di alternativo al potere dominante; anzi: abbiamo sempre sostenuto che la sua esistenza è dovuta alle manovre della borghesia atte ad incanalare la rabbia dei proletari verso forme di protesta accettabili per i padroni.
Ora però ne abbiamo la prova definitiva; l’evidenza inconfutabile arriva da una regione che tra poco vedrà i suoi cittadini recarsi al voto per rinnovare la composizione del Consiglio regionale e la relativa Giunta di governo: l’Umbria.
Pur con tutta la simpatia personale che nutriamo per il professore genovese di storia e filosofia, non possiamo certamente fidarci delle sue parole senza minimamente verificarle: così ci affidiamo al blog http://rifondazioneumbria.wordpress.com.
Qui troviamo, in prima battuta, il comunicato di domenica quindici settembre intitolato «Elezioni regionali, Rifondazione comunista dell’Umbria condivide la proposta del M5S», che riporta le stesse parole che si trovano nell’intervento del leader trotzkista ligure.
Si tratta certamente di una posizione discutibile, quella del partito guidato localmente da Enrico Flamini, che contraddice persino quanto approvato dal Comitato politico regionale di mercoledì ventuno agosto.
In quella occasione, infatti, la dirigenza rifondarola aveva deciso di «dialogare anche con altre soggettività della sinistra politica e sociale umbra, liste locali, settori di movimento che non hanno preso parte direttamente ai processi aggregativi avviati, compagne e compagni e forze della sinistra che sono interessati alla costruzione di un’alternativa ai poli esistenti e ad una prospettiva comune».
Venti giorni dopo, ecco la svolta a centottanta gradi: «Siamo disposti a ragionare su come costruire una nuova coalizione politica e di cittadinanza capace di essere includente, ma anche fortemente rinnovata per battere le destre e la Lega in discontinuità con il passato, centrando il programma sulla questione ambientale e sulla emergenza lavoro».
Insomma, il partito con sede a Roma – in via dei Scialoja 3 – in pochi giorni passa, dal voler rappresentare una possibile scelta diversa da quella delle coalizioni esistenti, al voler entrare a pieno titolo in un’alleanza con i grillini ed il Partito Democratico: evidentemente il richiamo delle poltrone è più forte di qualunque coerenza.
Bosio (Al), 26 settembre 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com